Dal 1° gennaio 2026 entrerà in vigore il nuovo Codice degli Incentivi, approvato dal Consiglio dei ministri il 20 novembre. La riforma introduce un cambiamento importante: anche i professionisti e i lavoratori autonomi potranno partecipare in modo stabile ai bandi pubblici, con regole più chiare e opportunità paragonabili a quelle delle piccole e medie imprese.
Accesso semplificato e criteri su misura
Il Codice prevede che, quando la natura dell’agevolazione lo consente, gli autonomi possano accedere agli incentivi alle stesse condizioni delle PMI.
L’equiparazione, tuttavia, non è rigida: non saranno richiesti requisiti non pertinenti alla loro attività. Ogni bando specificherà modalità e criteri integrativi, mantenendo un principio generale di compatibilità.
Gli autonomi potranno beneficiare degli incentivi contributivi, seguendo le regole ordinarie previste per le PMI.
Quote di riserva: una nuova opportunità concreta
L’inclusione dei lavoratori autonomi nell’ambito delle PMI non è solo formale: consente loro di accedere alle quote di riserva spesso previste dai bandi.
In particolare:
- rientrano nella riserva del 60% delle risorse destinata alle PMI;
- vista la dimensione economica generalmente ridotta, molti autonomi rientrano di fatto nella categoria delle microimprese, che godono di una quota pari al 25% del 60% complessivo.
Secondo la normativa europea, una microimpresa è un’attività con meno di 10 dipendenti e un fatturato o bilancio annuo sotto i 2 milioni di euro: parametri pienamente compatibili con la realtà della maggior parte dei professionisti.
Le tre modalità di istruttoria dei bandi
Il nuovo Codice individua tre modelli di valutazione, tutti potenzialmente accessibili ai lavoratori autonomi:
- Procedura cronologica (a sportello)
Le domande vengono valutate secondo l’ordine di arrivo. È la modalità più semplice e immediata, ideale per professionisti che non dispongono di strutture amministrative complesse. La velocità nella presentazione diventa l’elemento decisivo. - Valutazione tramite punteggi e criteri qualitativi
Prevede graduatorie, requisiti minimi e punteggi basati sulla qualità dei progetti. È un modello più impegnativo ma pienamente accessibile, purché l’autonomo sappia presentare una proposta strutturata e documentata. - Istruttoria negoziale
È il meccanismo più articolato, che implica un confronto diretto con la pubblica amministrazione e, in alcuni casi, la co-progettazione con attori pubblici o privati. Si presta a iniziative strategiche e di ampia portata ed è meno adatto ai lavoratori autonomi.
Il nuovo Codice degli Incentivi rappresenta una svolta per professionisti e autonomi, che potranno finalmente accedere ai contributi pubblici con modalità chiare, compatibili con la loro struttura organizzativa e con reali possibilità di rientrare nelle quote riservate. Una riforma che punta a valorizzare l’intero tessuto produttivo, non solo le imprese tradizionali.