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Il tennis italiano vive una stagione straordinaria. Con i risultati sono cresciuti anche gli incassi dei giocatori e, puntuale, è arrivata l’attenzione dell’Agenzia delle Entrate. Negli ultimi mesi l’Amministrazione finanziaria ha avviato verifiche su alcuni tennisti professionisti residenti in Italia e titolari di partita Iva. I grandi nomi, in gran parte residenti all’estero, non sono coinvolti. Nel mirino ci sono soprattutto giocatori che disputano tornei sul territorio nazionale.

La contestazione principale riguarda i premi vinti nei tornei Atp e Wta giocati in Italia. Secondo gli uffici su queste somme andava applicata l’Iva, con la relativa emissione della fattura. È una tesi che, a mio avviso, non regge.

Occorre partire da un dato. Il prize money è già soggetto a una ritenuta del 20% al momento dell’erogazione, con regole che cambiano in base all’inquadramento dell’atleta. In Italia, il tennis resta uno sport dilettantistico, ma chi aderisce al circuito Atp o Wta opera di fatto come professionista. Il tema dell’Iva si inserisce quindi in un quadro già complesso, reso ancora più mobile dalle recenti riforme in materia di adempimenti e accertamento.

Per il tennista con partita Iva che gioca un torneo in Italia non si discute né della natura professionale dell’attività né della territorialità dell’operazione. La vera questione è un’altra. Il giocatore rende davvero un servizio all’organizzatore del torneo, oppure riceve semplicemente un premio per il risultato ottenuto?

La risposta passa dal principio di corrispettività. L’Iva colpisce solo le operazioni in cui esiste un legame diretto tra la prestazione e il compenso. Onerosità e corrispettività, infatti, non sono sinonimi. Serve uno scambio effettivo, un nesso sinallagmatico tra ciò che si dà e ciò che si riceve.

La posizione dell’Agenzia sembra muovere da una lettura estensiva dei chiarimenti forniti nel 2024 per il settore equestre. Quei chiarimenti richiamano la giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, che nel 2016 si è pronunciata sui premi delle gare ippiche con la sentenza Baštová (causa C-432/15). In quell’occasione la Corte ha chiarito che una somma fissa pagata per la sola partecipazione, a prescindere dal piazzamento, remunera una prestazione di servizi rilevante ai fini Iva. Quando invece il premio dipende dal risultato, il nesso diretto viene meno. Un compenso incerto, legato all’esito della gara, non può essere il prezzo di un servizio.

Il tennis professionistico rientra pienamente in questa seconda ipotesi. Nei tornei Atp e Wta il giocatore non riceve nulla di garantito per il solo fatto di scendere in campo. L’importo dipende dal turno raggiunto e dal piazzamento finale, ed è proprio questa alea a spezzare il legame tra prestazione e pagamento. Anche la Corte di Cassazione ha seguito la stessa linea, escludendo che un premio in denaro subordinato a eventi futuri e incerti possa costituire corrispettivo quando chi lo riceve non assume un obbligo specifico.

La conclusione è quindi netta. Il prize money erogato in funzione del risultato sportivo è fuori campo Iva, non va assoggettato a imposta e non richiede fattura.

Il discorso cambia per le somme che remunerano una prestazione precisa, come i contratti di sponsorizzazione, le attività promozionali legate al torneo o l’appearance fee, cioè il compenso garantito per la sola presenza in tabellone. In questi casi il nesso tra prestazione e pagamento esiste, e il tennista titolare di partita Iva deve applicare l’imposta ed emettere regolare fattura.

Chi riceve una richiesta o un avviso dall’Agenzia delle Entrate non deve quindi dare per scontata la fondatezza della contestazione. È necessario ricostruire con precisione la natura di ogni somma incassata, distinguendo i premi legati al risultato dai compensi per prestazioni specifiche. Una difesa impostata correttamente fin dalla fase del contraddittorio può evitare riprese a tassazione ingiustificate, con le relative sanzioni e interessi. Per questo è opportuno rivolgersi a un professionista esperto di contenzioso tributario in ambito sportivo.