a cura dell’avv. Silvia Zapparato
Il Consiglio dei Ministri ha recentemente esaminato lo schema di decreto legislativo che riforma la disciplina dei tributi comunali, aprendo la strada a nuove forme di definizione agevolata delle entrate locali. Si tratta, in sostanza, di una riapertura alla possibilità per Comuni, Province e Regioni di introdurre autonomamente sanatorie fiscali, con riduzioni di interessi e sanzioni per i contribuenti inadempienti.
Come funzioneranno le nuove sanatorie locali
Il meccanismo ricalca in buona parte quello già visto nel 2002, con la possibilità per gli enti locali di favorire la regolarizzazione spontanea dei debiti tributari, anche relativi ad entrate patrimoniali. Le amministrazioni potranno disciplinare queste misure tramite regolamento comunale, adottato ai sensi dell’articolo 52 del Dlgs 446/1997.
Un elemento di garanzia per i contribuenti è rappresentato dal termine minimo di 60 giorni tra la pubblicazione del regolamento e la scadenza degli adempimenti richiesti, in conformità con lo Statuto del Contribuente.
Sanatorie e contenzioso: la questione aperta
Una delle criticità principali riguarda la gestione dei crediti già oggetto di contenzioso tributario. Se da un lato la norma ammette la possibilità di definizione agevolata anche per tali posizioni, dall’altro non prevede esplicitamente la sospensione dei relativi procedimenti giurisdizionali. A differenza di quanto previsto dalla legge del 2002, non è chiaro se e come il contribuente potrà ottenere la sospensione del processo in corso a seguito della richiesta di adesione alla sanatoria.
Questa lacuna normativa evidenzia un tema di fondo: il regolamento comunale non può disciplinare autonomamente aspetti processuali, che restano di competenza del legislatore statale.
Prospettive operative
Nonostante queste incertezze, l’entrata in vigore del decreto consentirà ai Comuni di adottare fin da subito, già nel 2025, le proprie misure di definizione agevolata. Tali iniziative dovranno tener conto della situazione economico-finanziaria dell’ente e della capacità di recupero delle entrate, con particolare attenzione ai crediti di difficile esigibilità.
Resta ferma la possibilità di coordinare le sanatorie locali con eventuali provvedimenti statali di più ampia portata, al fine di garantire ai contribuenti un trattamento tributario omogeneo.