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Con l’approvazione della Direttiva 2025/516, del Regolamento 2025/517 e del Regolamento di esecuzione 2025/518, l’Unione Europea si prepara a una vera e propria rivoluzione in materia di IVA. Il pacchetto, noto come ViDA (VAT in the Digital Age), entrerà gradualmente in vigore tra il 2028 e il 2030 e punta a modernizzare il sistema, rendendolo più efficiente, trasparente e coerente tra gli Stati membri.

Obiettivi della riforma: semplificazione, digitalizzazione, lotta alle frodi

L’intervento normativo europeo risponde a tre esigenze centrali:

  • rafforzare la lotta contro le frodi iva, che generano significative perdite di gettito per gli stati membri
  • semplificare gli adempimenti per le imprese operanti a livello transfrontaliero
  • uniformare i controlli grazie all’adozione di strumenti digitali comuni

Le principali novità

1. Fatturazione elettronica per le operazioni B2B transfrontaliere

A partire dal 1° luglio 2030, diventerà obbligatoria la fattura elettronica strutturata per tutte le transazioni B2B tra soggetti stabiliti in Paesi UE diversi. Le fatture dovranno essere trasmesse entro 10 giorni dalla data del fatto generatore, uniformando tempistiche e formati a livello europeo.

2. Digital reporting e scambio dati in tempo reale

L’attuale frammentazione tra i diversi sistemi nazionali di comunicazione IVA verrà superata grazie all’introduzione del digital reporting in tempo reale, con scambio automatico dei dati tra le amministrazioni fiscali dei vari Stati membri. Una svolta attesa per rendere più tempestivi ed efficaci i controlli.

3. Le piattaforme digitali diventano soggetti passivi d’imposta

Dal 1° gennaio 2030 (con applicazione facoltativa dal 1° luglio 2028), le piattaforme digitali che facilitano servizi di trasporto o alloggio saranno obbligate a riscuotere e versare l’IVA, salvo che il fornitore comunichi una valida partita IVA. In tal modo, il legislatore europeo estende la responsabilità fiscale delle piattaforme anche ai servizi forniti da terzi.

4. Estensione dello sportello unico (OSS)

Il regime OSS (One Stop Shop), già attivo per le vendite a distanza e per i servizi digitali B2C, verrà esteso a nuove tipologie di operazioni, comprese le cessioni domestiche effettuate da fornitori non stabiliti nel Paese del consumatore. L’obiettivo è ridurre drasticamente la necessità di aprire posizioni IVA in più Stati.

5. Nuove regole per il regime delle piccole imprese

Le attuali normative nazionali sui regimi agevolati per le piccole imprese saranno armonizzate, con l’introduzione di una facoltà di esclusione per chi opera sotto determinate soglie, in modo da preservare semplicità e competitività senza compromettere la trasparenza.