* Gennaro Nunziato
L’avvocato tributarista e segretario della Camera degli Avvocati Tributaristi di Napoli, Gennaro Nunziato, illustra le ragioni giuridiche e finanziarie della scelta della Regione Campania di aderire alla definizione agevolata dei tributi regionali
La Giunta Regionale della Campania compie un passo significativo sul piano economico e tributario con l’approvazione del Disegno di Legge (DDL) di assestamento del bilancio di previsione finanziario 2026-2028 e della relativa variazione di bilancio, trasmesso al Consiglio Regionale per un esame in via d’urgenza. All’interno di una manovra complessiva di oltre 38,5 miliardi di euro, garantita nel pieno rispetto degli equilibri contabili, spicca una decisione strategica: la formale adesione della Regione alla definizione agevolata dei carichi tributari.
Il provvedimento applica la disciplina di definizione agevolata introdotta dalla Legge n. 199/2025 e dal D.L. n. 38/2026 (convertito nella Legge n. 88/2026). La misura interessa nello specifico i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione e al concessionario RTI Municipia SpA – Abaco SpA compresi nell’arco temporale che va dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.
Attraverso questa misura, i contribuenti campani avranno la possibilità di regolarizzare la propria posizione debitoria versando unicamente la quota capitale, con l’azzeramento di sanzioni e interessi di mora, usufruendo altresì di piani di rateizzazione. Le modalità operative e le disposizioni dettagliate per l’accesso alla procedura saranno pubblicate sul sito istituzionale della Regione Campania entro il prossimo 31.7. Contestualmente, il superamento e l’uscita dal piano di rientro dal disavanzo consentono all’ente di destinare le risorse così liberate alla copertura di spese obbligatorie, nuovi investimenti e al potenziamento dei servizi regionali.
La definizione agevolata non è assimilabile ad un condono fiscale “tombale” perché il debito d’imposta originario rimane dovuto, mentre si azzerano interessi e sanzioni. La definizione agevolata, piuttosto, rappresenta uno strumento razionale di gestione straordinaria delle entrate volto a risolvere il nodo patologico della riscossione coattiva. Molto spesso gli enti pubblici conservano nei propri bilanci consistenti masse di residui attivi, ossia crediti risalenti nel tempo, ormai difficilmente trasformabili in effettivo gettito. Mantenere indefinitamente a bilancio somme inesigibili appesantisce le scritture e altera la reale capacità programmatico-finanziaria dell’amministrazione. L’alternativa concreta, in un contesto di crediti risalenti fino a oltre vent’anni fa, non è tra l’incasso integrale e quello ridotto, ma tra una riscossione parziale e certa e il definitivo mancato incasso.
Adottare la “rottamazione” sui tributi di competenza regionale, da un lato, consente all’ente di bonificare il “magazzino crediti”, traducendo cifre puramente teoriche in flussi di cassa immediati e certi con cui finanziare servizi e investimenti, dall’altro, offre ai contribuenti una strada sostenibile e concreta per rientrare nella legalità fiscale.
Se inserita in una visione strategica di riallineamento dei conti — come dimostra il connubio tra la misura e il definitivo superamento del piano di rientro regionale —, la “rottamazione” si conferma una scelta di pragmatismo giuridico e buona amministrazione finanziaria.
* Avvocato tributarista e Segretario della Camera degli Avvocati Tributaristi di Napoli
Edited by: Roma