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La dichiarazione dei redditi 2026 introduce nuove dinamiche sul patrimonio netto fiscale e sul monitoraggio degli utili destinato all’IRES premiale. Il prospetto del patrimonio netto fiscale, che va compilato nei righi RS130-RS142, si differenzia dal dato civilistico richiesto dall’articolo 2427 del codice civile. Restano in vigore le regole cardine, ma entra in scena un nuovo adempimento che riguarda anche gli utili accantonati per l’IRES premiale, evidenziando la necessità di una gestione accurata delle voci patrimoniali e delle relative variazioni nel tempo. Per comprendere le novità è utile inquadrare contemporaneamente l’impianto contabile e quello fiscale, con particolare attenzione alle differenze tra patrimonio netto civilistico e fiscale e alle indicazioni fornite dall’Oic 28.

Dal punto di vista contabile, l’Oic 28 propone una tabella esplicita da riportare in nota integrativa, con una legenda delle utilizzazioni delle riserve: aumento di capitale, copertura delle perdite, distribuzione ai soci e altri vincoli statutari. Il prospetto suggerito dall’Oic 28 presuppone inoltre un riepilogo degli utilizzi delle riserve per copertura perdite e per altre finalità negli ultimi tre esercizi. Questa esigenza implica la necessità di tenere carte di lavoro che traccino nel tempo le differenze tra patrimonio netto civilistico e patrimonio netto fiscale, differenze che possono derivare dalla riqualificazione fiscale di riserve di capitale distribuite in presenza di utili accantonati. L’obbligo di individuare e giustificare tali differenze si traduce in una maggiore complessità operativa per le imprese e per i soggetti interessati dai rilievi fiscali.

L’ambito dell’IRES premiale è stato ampliato dall’articolo 1, commi 436-444, della legge 207/2024, che ha ridotto l’aliquota IRES dal 24% al 20% per il periodo successivo al 31 dicembre 2024. Il Decreto Ministro del 8 agosto 2025 ha detailato le modalità applicative, stabilendo tre condizioni essenziali per accedere all’agevolazione: l’accantonamento dell’utile 2024 a riserva, investimenti rilevanti e incremento della base occupazionale. Gli utili 2024 accantonati per accedere all’IRES premiale sono soggetti a vincoli fiscali specifici e decadono dall’agevolazione qualora una quota significativa utile sia distribuita entro il secondo esercizio successivo a quello chiuso al 31 dicembre 2024. Per monitorare il vincolo è stato predisposto il quadro RS, con i righi RS524-RS527, che richiedono indicazioni sull’uso dell’utile a copertura perdite e sulle eventuali variazioni della situazione patrimoniale a fine esercizio 2024. In caso di decadenza dall’agevolazione nel periodo successivo a quello di riferimento, il prospetto non va compilato.

Le implicazioni pratiche riguardano la necessità di integrare la contabilità civilistica con la reportistica fiscale, facilitando la corretta applicazione dell’IRES premiale e la tracciabilità degli impieghi degli utili accantonati. Le aziende dovranno aggiornare le procedure di predisposizione della nota integrativa e predisporre adeguati fogli di lavoro per gestire le differenze tra patrimonio netto contabile e patrimonio netto fiscale, nonché per fornire le informazioni richieste dal quadro RS in relazione agli utilizzi delle riserve e alle eventuali variazioni di capitale.